IN
UN MANOSCRITTO DEL P.DOMENICO SARACINO DELL'ORDINE DEI PREDICATORI
----- A.D. 1741 -----
Arrivo
del Glorioso Apostolo San Pietro in questo nostro mare.
Prima Messa celebrata in Italia e Fede ricevuta dai Felloni e Manduresi
(ora chiamati Manduriani)
Era già l'anno 44 della nascita
del Signore; ed 11 dopo la morte di Claudio Tiberio Cesare Imperatore,
quando il Glorioso San Pietro, dopo aver fondata la Chiesa Patriarcale
di Antiochia, che fu governata da Esso per anni sette, si mise in
viaggio per venirsene in Roma con alcuni suoi discepoli. Postosi dunque
su d'una navicella solcò per molti giorni il Mare Mediterraneo,
acciò venisse dall'Asia in Italia, ma essendogli dalla veemenza
dei venti stato impedito il cammino per la parte di Roma, ove intendea
di andare, nel seno Tarantino trasportatosi vide, alla volta del Capo
Japigio salentino, in questa nostra Provincia, sbarcò coi suoi
nel lido rimpetto alla Città di Manduria, sei miglia distante;
anzi in quel luogo ch'è vicino al fiume, quale da alcuni vien
detto: Vania, da altri Fania, Bavania e Balania; che in memoria dell'arrivo
viene oggi chiamato San Pietro del Bagno. In tal luogo discese nelle
Calende di Aprile nell'anno 44 ed ivi celebrò la prima Messa.
Quivi Egli fermatosi cominciò con tutto fervore e spirito Apostolico
a predicare la Legge di Cristo, ed infervorando quei popoli che l'andavano
ad ascoltare, acciò lasciata l'adorazione degli idoli adorassero
il vero Dio e non pochi ne ridusse all'Ovile della Cattolica Chiesa.
Ma perchè in quel luogo, conforme disse, vi era il Fiume Betania
ove di continuo andavano a bagnarsi i lebbrosi, stante la maggior
parte di questi Abitatori erano di un Castello vicino all'antica Manduria,
e distante dal Fiume tre miglia, chiamato Fellini. Oggi però
i castelli, essendovi andato ancora ivi un giorno Fellone, padrone
di Fellini, tutto lebbroso, per godere di quel bagno, ed essendo stato
veduto dal glorioso Apostolo San Pietro, fu dal medesimo invitato
al suo ragionamento, che convinto dalla forza delle sue ben fondate
dottrine, venuto quindi a discorsi particolari, perchè il Signore
lo voleva già salvo, si compromise l'Apostolo che se egli lasciava
l'adorazione degli idoli, ed adorava
la SS. Trinità tosto sanato dalla lebbra faceva che si vedesse.
Ond'è che Fellone acconsentendo alle parole del Santo, pigliato
questi l'acqua del Fiume, ed espergendola lo battezzò, ed altresì
sano e salvo lo restò dalla lebbra, che lui pativa. All'esempio
del Padrone non tardarono di correre tutti gli altri lebbrosi, che
confessando di credere a Gesù Cristo subito che furono con
quelle acque battezzati dal Santo, si videro anche liberi, ed in tal
guisa che mai più di quel pestifero male patirono. Non passarono
molte ore, che sparsa la fama dell'operazioni del Santo, corsero tutti
i Manduriensi a ricevere il Santo Battesimo, e così di mano
in mano gli Oritani, e quasi tutti i popoli della nostra Japigia che
fin oggi ancora si vedono strepitosi miracoli delle acque di quel
fiume, mentre correndo i popoli da diversi e lontani paesi infermi
entrati nell'acqua di quel fiume, meglio che nell'acque di Siloe,
si vedono tosto risanati e colla primitiva lor salute.
Poco lungi da quel detto Fiume si vede una torre, sotto della quale
vi è una Cappelluccia, ove l'Apostolo celebrò la prima
Messa in Italia e vi è tradizione, che avendoci voluto un Vescovo
celebrare per la poco riverenza ci restò morto. In questa vi
è un antico quadretto con l'effigie del Santo molto miracolosa
tanto che quando i Manduriensi si vedono in qualche bisogno, correndo
ivi tutti processionalmente col Clero e Magistrato, e fatto l'obbligo
di restituirlo nel suo luogo, subito gli fa la grazia.